Utente: xxalixx

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Lo sai come funziona. Apri un blog, leggi la dedica e scopri che ancora una volta l'autore l'ha dedicato a qualcun altro. Questa volta è diverso. Perché non ci siamo ancora incontrati oppure la nostra è soltanto una conoscenza superficiale, o siamo pazzi l'uno dell'altra, o non ci vediamo da troppo tempo ma tra noi c'è uno strano legame, oppure non ci incontreremo mai, ciononostante continueremo a pensarci con affetto... Questo blog è per te. Con quali sentimenti te lo dedico lo sai, e probabilmente sai anche da cosa nascono. (Neil Gaiman, I ragazzi di Anansi)
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BLUE, QUASI TRASPARENTE
FRA NOI E L'INFERNO O FRA NOI E IL CIELO C'E' SOLO LA VITA, CHE E' LA COSA PIU' FRAGILE DEL MONDO (Pascal, Pensieri 142)
sabato, 15 settembre 2007, 21:41
Domani vado a vedere un castello. Promette bene, c'è la solita storia della castellana murata viva dal marito perchè troppo 'disinvolta' che ogni tanto riappare o si fa sentire (non sarà mai come Azzurrina di Montebello in Romagna, sicuramente), poi c'è un parco delle fiabe, probabilmente sarà qualcosa di commercialotto, ma vedremo.
Intanto mi è capitato sotto mano questo, il castello La Barbenne, vicino Salon de Provence.


barbenne
Niente di magico, niente a confronto del castello di Tarascone, di cui rimando le foto da un anno perchè non renderebbero l'atmosfera degna di Perrault.
Però ben tenuto e con una visita guidata fatta molto bene (il castello è privato)

barbennescala

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giovedì, 13 settembre 2007, 21:55
alixeninfea
Giardino del Castello di Tarascone

ninfea

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giovedì, 13 settembre 2007, 18:47
ninfaIl segreto della fontana

Partito per far danzare le fanciulle di Isle sur la Sorgue, il vecchio menestrello Basile si addormentò all'ombra, in un caldo giorno, lungo la strada di Vaucluse.
Comprve una ninfa, bella come un'onda chiara, prese la mano del menestrello addormentato e lo condusse al bordo della pozza da cui sgorgava la Sorgue.
Di fronte a loro, l'acqua si ritirò e li lasciò discendere, fra due muraglioni di cristallo liquido, fino al fondo della grotta.
Dopo una lunga corsa sotterranea, la ninfa, al centro di una ridente prateria disseminata di fiori magici si fermo con il menestrello davanti a sette grossi diamanti.
Sollevandone uno, la ninfa fece sgorgare un potente getto d'acqua. Ecco, disse, il segreto della fonte di cui sono la guardiana. Per gonfiarla sollevo i diamanti, e quando arrivo al settimo il livello dell'acqua sale fino a raggiungere una pianta di fico che così beve solo una volta all'anno.
La ninfa scomparve e Basile si risvegliò.

Questa è la leggenda narrata da Frederic Mistral per spiegare l'origine tumultuosa delle acque della Fontaine de Vaucluse, raccontata su una tavola lungo il sentiero per arrivare alla sorgente.
Ulteriori foto sono qui: http://alixblog.splinder.com/tag/provenza , Cercasi favola, 8 marzo 2007 (prima o poi qualcuno mi spiegherà come si mettono i link sul blog. perchè ibo sa mettere i link e io no?)

La traduzione dal francese è mia, al volo senza vocabolario. Sarebbe bello riscrivere la favola e raccontarla un po' meglio, magari una volta lo faccio.
Comunque, se qualcuno ha voglia di leggersela in francese (non garantisco sulla mia traduzione) questo è il testo originale:

"Parti pour faire danser les filles de L'isle sur Sorgue, le vieux ménétrier Basile s'endormit à l'ombre un chaud jour,sur le chemin de Vaucluse. Apparut une nymphe qui belle comme l'onde claire, prit la main du dormeur et le conduisit au bord de la vasque ou s'épanouit la Sorgue.
Devant
eux, l'eau s'entrouvrit et les laissa descendre, entre deux murailles de liquide cristal au fond du gouffre. Après une longue course souterraine, la nymphe, au milieu d'une souriante prairie, semée de fleurs surnaturelles arrêta le ménétrier devant 7 gros diamants.
Soulevant l'un d'eux,, elle fit jaillir un puissant jet d'eau.Voila, dit-elle, le secret de la source dont je suis la gardienne, pour la gonfler je retire les diamants, au septième, l'eau atteint "le figuier qui ne boit qu'une fois l'an"et elle disparut en réveillant Basile."

Vive la France.

postato da xxalixx · permalink · commenti

domenica, 09 settembre 2007, 11:48
Le favole mi sono sempre piaciute, e Bettlelheim, una decina di anni fa, fu una scoperta travolgente.
Uso, importanza e significati psicoanalitici delle fiabe sono stati una rivelazione senza pari, ma qualcosa che comunque rimaneva su un piano astratto.
Interessandomi di costellazioni familiari, mi sono poi imbattuta in altri lavori sulle favole, a partire da Fiabe e costellazioni familiari di Jakob Schneider e Brigitte Gross (in Italia ci lavora Lucia Berrettari, http://www.luciaberrettari.it ) fino a Jung, passando da una serie di altri che, con risultati più o meno validi, si sono occupati di questo argomento.
E adesso è quasi una fissa chiedere alla gente quale favola preferiscono per poi andare ad analizzarla.

Comincio appunto da Biancaneve e i sette nani, anche se la persona che me ne ha parlato avrebbe preferito Il signore degli anelli, ma proprio mi rimane ostico.

Biancaneve è la rappresentazione per eccellenza del complesso edipico.
La mamma (matrigna = mamma cattiva) vuole uccidere la protagonista.
La favola allude a una situazione familiare frequente in psicoterapia: l'irretimento del bambino nel rapporto di coppia. Se i genitori sono insoddisfatti nel loro rapporto, il figlio si sente attratto verso la madre, la figlia verso il padre, per tentare una specie di 'risarcimento affettivo'.

Qui l'interpretazione è complessa. Non conosco la tua situazione familiare, e penso che in un adulto non abbia senso scavare così indietro: per quanti traumi una persona possa avere avuto nell'infanzia, è sono le tessere del presente che devono trovare una loro collocazione (e se lo dico io....).
Però parti dall'idea che bisogna analizzare la situazione da punti di vista diversi: non è detto che tu sia Biancaneve, potresti essere il padre disinteressato, la matrigna competitiva, o anche più di uno dei personaggi.

Mi parlavi della 'purezza' dei nani: pensavo fosse una tua motivazione buttata lì così, in modo fin troppo razionale e la stavo sottovalutando.
Invece ho trovato una cosa molto interessante. I nani non hanno raggiunto la maturità umana, sono bloccati a livello pre-edipico, non hano genitori, non si sposano e non hanno figli (come i personaggi di Paperopoli, figo, potrei essere la prima a scrivere un saggio sugli aspetti psicoanalitici del clan dei Paperi!).
Il periodo in cui Biancaneve vive con i nani rappresenta la fase di sviluppo, avversità, superamento dei problemi, in cui però la protagonista cerca rifugio nella fase pre-edipica, cercando di sfuggire alla situazione di conflitto con la matrigna, anzichè affrontarla (sui nani sto ancora studiando, aggiornerò in seguito).

NB: Le figure della madre e della matrigna nelle favole sono i due lati della stessa persona.

Altro tema di questa favola è il mito di Narciso. La regina chiede allo specchio chi sia la più bella del reame. C'è la competizione con Biancaneve, ma anche un'insana considerazione di se stessa.
Genitori troppo 'competitivi' cercano di annullare la spinta all'indipendenza dei figli che reagiscono cercando di allontanarsi sempre di più, con la fantasia di 'eliminare' il genitore che con un classico transfert viene proiettata sull'altro: per questo in moltissime fiabe ci sono genitori che cercano di sbarazzarsi dei figli, ma in realtà il vero desiderio è il contrario.

Poi c'è il cacciatore (padre) che è una figura debole, non si oppone alle vessazioni della regina nei confronti di Biancaneve ma imbroglia la moglie, portandole il cuore di un cerbiatto invece di quello della bambina.
Secondo riti primordiali, l'individuo acquisisce i poteri o le caratteristiche di ciò che mangia (a proposito, l'hai poi guardato Cannibal Holocaust?)

Ultimo spunto: la morte apparente.
Secondo Bettelheim è la gestazione che consente il passaggio dall'infanzia all'età adulta.
Secondo Emma Jung è il temporaneo abbandono della razionalità a favore dell'esplorazione dell'inconscio, interpretazione che condivido.

Tutto ciò a livello teorico. Sono solo spunti su cui meditare, per ogni colegamento al caso specifico rimando a msn, appena ci becchiamo.

:-*

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domenica, 19 agosto 2007, 15:09
C'era una volta una valle in cui vivevano due sorelle. Una era povera e viveva in una casetta arroccata sul pendio brullo, l'altra era ricca e viveva in un bellissimo castello in fondo alla vallata circondato da terre fertili.
Una volta una grande siccità colpì il loro paese e la sorella povera non aveva abbastanza cibo per sopravvivere. Andò dalla sorella ricca a chiedere cibo e acqua, ma questa la respinse.
Mentre tornava la sorella povera pregava Dio di aiutarla. Ad un tratto vide una grande luce e sentì una voce che le diceva che a casa avrebbe trovato di che sopravvivere, ma non doveva guardarsi indietro verso la sorella che viveva nel casello. Lei continuò a camminare, ma ad un certo punto, sentendo un forte rumore d'acqua, si voltò e in quel momento diventò la grotta da cui incominciò a scorrere una grande sorgente d'acqua. L'acqua inondò la valle e il castello della sorella. Da quel tempo esiste il lago di Vrana alimentato da una fonte perenne e sconosciuta.
Nei periodi di siccità si riescono a vedere sul fondo del lago le torri del castello e si sente un rumore di campane.


vrana3
C'era una volta un lago e c'è ancora, solo che è diventato invisibile. Il lago di Vrana è circa a metà dell'isola di Cres e una volta si vedeva dalla strada, più o meno fra Orlez e Belej. Adesso proprio in quel tratto hanno realizzato una strada nuova che  si discosta un po' dal percorso precedente e il lago non si vede più. Ma se si seguono le indicazioni per Vrana (paese) e si segue la strada vecchia ci sono delle bellissime vedute.
Si può guardare solo da lontano, però. Il lago infatti, le cui acque sono considerate fra le più pure d'Europa, alimenta l'acquedotto di tutta l'isola, quindi è proibitissimo avvicinarsi alle sponde.

Se il castello in fondo al lago è una leggenda, diversi altri misteri incuriosiscono gli studiosi. Il lago, infatti, non ha immissari né emissari visibili. Non può essere alimentato esclusivamente da acqua piovana, quindi si suppone che ci siano fonti sotterranee, che però non sono mai state individuate. Così come non è stato individuato il collegamento che lo porta al mare, ma la presenza di anguille autoctone fa supporre che ci sia (probabilmente nella zona di Lubenize). Fra l'altro, il fondo del lago è molto più basso del livello del mare, e questa sembra sia una caratteristica assolutamente insolita.

Vale sicuramente la pena fare una piccola deviazione per vederlo. E comunque, sull'isola evitare l'acqua minerale: quella di rubinetto viene da qui, ed è buonissima!





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giovedì, 08 marzo 2007, 17:56
Da circa un anno sono tornata a occuparmi del significato delle favole e della loro influenza sulla psiche delle persone. La lettura del libro Il mondo incantato risale a una decina di anni fa, e nel frattempo non avevo mai trovato niente di interessante sull'argomento. Recentemente, invece, questo tema è stato trattato anche da altri, e ho trovato addirittura un libro sull'uso delle favole nelle costellazioni familiari.
ll mio interesse per le favole, però, non è solo dal punto di vista psicologico, ma anche letterario e di intratteniemento.
Praticamente le favole non ho mai smesso di leggerle, anche se ci ho sempre trovato motivi diversi di interesse.
La vacanza dell'estate scorsa in Provenza si è intrecciata spesso con la mia idea di favola, sia per la poesia dei posti che abbiamo visitato, sia per le tracce di fiabe che ho incrociato lungo il viaggio.

fontainedevaucluse
Fra i tanti posti 'magici' che abbiamo visto c'è Fontaine de Vaucluse, un paesino in cui c'è una delle sorgente d'acqua molto bella. Sgorga da una buca in una montagna che in primavera si riempire e deborda a valle, mentre nei periodi di secca segue un corso sotterraneo e sbuca nel fiume sottostante pieno di pastinaca, un'alga che da alle acque un incredibile colore verde smeraldo. L'acqua, fra l'altro, è buonissima!

pastinaca

Nonostante l'eccessiva presenza di turisti, il posto emana un senso di tranquillità incredibile.
A subirne il fascino, anche personaggi illustri.
Petrarca ha scritto qui Chiare fresche e dolci acque, e Frederic Mistral, scrittore della zona, ha scritto su questo posto una favola con protagonista una ninfa, una parte della quale è scritta su una lastra di marmo vicina alla fonte. E' una favola molto bella, volevo trascriverla ma poi ho pensato che l'avrei ritrovata facilmente, invece è da allora che la cerco.
Parla di una ninfa che solleva dei diamanti dal fondo di una grotta e da qui sgorga dell'acqua. O qualcosa del genere.
Ho cercato in internet, in libri di Mistral che ho in casa o spulciati in libreria, ma niente, non riesco più a ritrovarla :-(

fontainedevaucluse2

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