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BLUE, QUASI TRASPARENTE
FRA NOI E L'INFERNO O FRA NOI E IL CIELO C'E' SOLO LA VITA, CHE E' LA COSA PIU' FRAGILE DEL MONDO
(Pascal, Pensieri 142)
sabato, 22 settembre 2007, 10:02
Tornando all'autunno coreano, la cosa che più mi ha colpito sono stati i colori. Molto più vivi che da noi.

Questo è una specie di 'giardino zen'. Non so che albero sia quello con le foglie rosse.

Non so se è la stessa pianta, probabilmente si, oltre al colore delle foglie anche la disposizione dei rami mi sembra abbastanza simile.

Questo invece è il ginko, il mio preferito, mai visto un giallo tanto giallo, e le foglie hanno una forma molto bella, dovrei averne ancora una da qualche parte...

E questo è il solito laghetto, all'interno del palazzo reale di Seoul.
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sabato, 22 settembre 2007, 09:43
Devo risolvere il problema di un collega, carico qui una foto per scaricarmela poi a lavoro.

(fotografata nella toilette di una nota azienda coreana)
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lunedì, 17 settembre 2007, 23:00
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domenica, 22 aprile 2007, 10:58
In Corea li ho visti cuocere così:

Un banchettino per strada con il pesce arrostito su pietre roventi.
Un'alternativa, sempre made in Seul (ma solo per appassionati di cinema coreano) sarebbe mangiarli crudi, ancora vivi, come in Old boy :-D
(a proposito, ieri sera rivisto Lady vendetta, bellissimo!)
Io invece lo preparo così.
Scaldare in una pentola acqua con alloro, timo, maggiorana, grani di pepe, carota, sedano, cipolla o scalogno, prezzemolo. Quando bolle, tuffarci dentro i moscardini. Una volta cotti, scolarli, tagliarli a piccoli pezzi e condire con olio, sale e prezzemolo
Aggiungere bucce di limes tagliate a julienne (togliendo la parte bianca) e pezzetti di limes tagliati a cubetti molto piccoli e chicchi di melagrana.
Può essere preparato anche in versione aspic, con gelatina realizzata con il liquido di cottura del moscardino, succo di limes o melagrana e colla di pesce.
Avevo fatto anche un tentativo con le due gelatine alternate, ma la preparazione diventa lunghissima (ogni gelatina deve solidificare prima di aggiungere l'altra). Meglio preparare le due gelatine separatamente e usarle poi tagliate a pezzetti sfaccettati (con un coltello molto affilato tagliare la gelatina con un movimento a zig-zag) e metterli a lato del moscardino, l'effetto visivo è molto decorativo.
Con la Falanghina di ieri sera stavano benissimo.
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sabato, 14 aprile 2007, 18:09
I coreani esalano aglio. E' che ne mangiano in quantità industriale.
Questo è un ristorante di Seul, il barbecue in diretta è una delle specialità locali, la carne fra l'altro è buonissima.
Quello che si vede bello rosolato a sinistra è aglio. A cena eravamo in 8-10 non mi ricordo di preciso....
All'inizio era un problema stare in ascensore con i coreani, l'odore era veramente terribile. Verso la fine della settimana non lo sentivamo più, il che ci ha fatto sospettare che probabilmente l'assuefazione era dovuta al fatto che ormai eravamo agliati pure noi.
Perchè scrivo ciò? Per un discorso sul razzismo iniziato da un'altra parte, dopo i casini dei cinesi a Milano.
Mi fanno ribrezzo i commenti che si leggono in giro, non so se mi fanno più schifo i razzisti veri o quelli che sostengono di non esserlo poi prendono al volo ogni pretesto per vomitare intolleranza.
Comunque è un dato di fatto, i coreani puzzano, che si fa? Li rimandiamo tutti a casa?
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venerdì, 12 gennaio 2007, 23:05
Sto facendo una specie di inventario delle cose belle del 2006 da mettere in archivio, e Ferro 3 è una di queste.
Vorrei parlare di questo film stupendo, ma in un momento in cui si combattono crociate contro il citazionismo forumistico non trovo niente di più appropriato che descriverlo 'con parole sue'.
LA CASA VUOTA
di Kim Ki-duk
Esco dalla mia casa.
Mentre sono fuori, qualcun altro entra nella mia casa vuota e ci vive.
Mangia cibo dal mio frigorifero, dorme nel mio letto, guarda la mia TV.
Forse perché si sente in colpa, aggiusta la mia sveglia rotta, fa il bucato, mette tutto in ordine e poi scompare.
Come se nessuno fosse mai stato lì…
Un giorno entro in una casa vuota.
Sembra che non ci sia davvero nessuno, così mi spoglio, mi faccio un bagno, preparo da mangiare, faccio il bucato, aggiusto una bilancia e mi esercito a golf nel giardino di casa.
Nella casa c'è una donna scoraggiata, spaventata e ferita che non esce mai e piange.
Mostro a lei la mia solitudine. Ci capiamo senza dire una parola, scappiamo via senza dire una parola.
Mentre scegliamo in quale casa vivere, ci sentiamo sempre più liberi.
Nel momento in cui sembra che la nostra sete di libertà si sia placata, restiamo intrappolati all'interno di una casa buia.
L'uno resta in una casa fatta di nostalgia.
L'altro impara a diventare un fantasma per nascondersi nel mondo della nostalgia.
Ora che sono un fantasma non ho più voglia di cercare una casa vuota.
Ora sono libero di andare nella casa in cui vive la mia amata e darle un bacio felice.
Nessuno sa che sono lì.
Tranne la persona che mi aspetta…
Qualcuno arriva sempre per la persona che aspetta… Arriva di sicuro… dalla persona che aspetta…
In questo giorno del 2004 qualcuno aprirà il lucchetto che blocca la mia porta e mi renderà libero.
Avrò cieca fiducia in questa persona e la seguirò ovunque, non importa dove o cosa ci succederà…
Verso un nuovo destino…
E' difficile dire se il mondo in cui viviamo è sogno o realtà.
Agosto 2004, Kim Ki-duk in una casa vuota
Aggiungo solo, tanto per vantarmi, che sono in grado di seguire il film in lingua originale.
Il film è una storia d'amore straziante, ma piena di poesia. Mi ha fatto venire voglia di rivedere anche Dolls di Takeshi Kitano. Mi ha fatto venire voglia di vedere altri lavori di Kim Ki-duk, ma anche di altri orientali che sono in grado di sorprendere per il senso poetico che riescono a mettere in ogni genere cinematografico, dagli anime di Miyazake alle allucinazioni di Takashi Miike alle vendette di Chan-wook Park.
Ah, il Far East Film di Udine (festival di cinema dell'estremo oriente) quest'anno è dal dal 20 al 28 aprile, segnare in agenda.
Pure qui ci andava qualche foto che fatto in Corea, ma ancora non ci siamo...
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