Utente: xxalixx

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Lo sai come funziona. Apri un blog, leggi la dedica e scopri che ancora una volta l'autore l'ha dedicato a qualcun altro. Questa volta è diverso. Perché non ci siamo ancora incontrati oppure la nostra è soltanto una conoscenza superficiale, o siamo pazzi l'uno dell'altra, o non ci vediamo da troppo tempo ma tra noi c'è uno strano legame, oppure non ci incontreremo mai, ciononostante continueremo a pensarci con affetto... Questo blog è per te. Con quali sentimenti te lo dedico lo sai, e probabilmente sai anche da cosa nascono. (Neil Gaiman, I ragazzi di Anansi)
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BLUE, QUASI TRASPARENTE
FRA NOI E L'INFERNO O FRA NOI E IL CIELO C'E' SOLO LA VITA, CHE E' LA COSA PIU' FRAGILE DEL MONDO (Pascal, Pensieri 142)
venerdì, 05 gennaio 2007, 19:15
In attesa di capire come si creano le categorie per suddividere gli argomenti e come si caricano le foto, inizio a buttare giù qualche spunto.

Provenza e dintorni (non in senso geografico) sono un argomento su cui scriverò diverse cose, ma senza foto è difficile parlare di sensazioni già di per sé difficili da rappresentare.
Perché la maggior parte del mio racconto sulla Provenza è fatto di sensazioni ed emozioni.
Mi limito allora a tracciare un percorso.

Tutto è nato da Damien, uno degli ultimi fumetti nati in casa Bonelli, una miniserie in 18 albi ambientata a Marsiglia. Il fumetto è ispirato (che poi questa 'ispirazione' sia ben riuscita o no è un altro discorso...) al noir francese, che viene raccontato nelle sue varie sfaccettature di mezzi (cinema, romanzo) e autori (Claude Chabrol, Jean-Pierre Melville, Josè Giovanni, Jacques Deray, Gian Carlo Fusco, Jean-Patrick Manchette).

Fra questi la (una delle) mie scoperte letterarie del 2006: Jean-Claude Izzo. Da mangiarsi le mani ogni volta che si gira l'ultima pagina di uno dei suoi libri. Morto giovane e poco prolifico come autore, una volta terminata la lettura c'è il rimpianto di avere ancora poco di suo da leggere. Al momento mi resterebbe solo la raccolta di racconti Vivere stanca se non fosse che ho scoperto diverse sue opere non pubblicate in Italia, che vedrò di recuperare in edizione francese (perché io il francese lo so).
Comunque, leggendo Izzo è impossibile non avere voglia di girare per Marsiglia. E se si legge Izzo in spiaggia a Lido delle Nazioni, insieme ad una persona che a sua volta sta leggendo Duri a Marsiglia di Fusco, l'idea di partire scatta in automatico.

Da qui la vacanza in Provenza che mio malgrado - @]*#§#|@*§# (leggasi come imprecazione a piacere) - di marsigliese ha avuto ben poco, ma mi ha portato a scoprire altri aspetti meravigliosi del sud della Francia). Compresi profumi e sapori, di cui ho cercato di portare a casa quanto ho potuto:
- qualche bottiglia di vin de sable, rosé della zona, acquistato in un mercato di paese (io lo avrei voluto sfuso, ma nelle ghirbe di plastica non si sarebbe conservato con il trasporto)
- fois gras
- sel de Camargue
- fleure de sel de Camargue (sono due cose diverse)
- riz de Camargue
- erbe miste essiccate
- verbena essiccata
- saponi di Marsiglia grezzi e profumati
- olio essenziale di lavanda
- una pianta in vaso di basilico, ormai deceduta, il cui odore credo permanga tuttora nell'auto di Robby
- un libro di ricette


Non essendo consumatori di alcolici, non ho preso una bottiglia di Pastis, che è l'aroma dominante di tutti i libri di Izzo. Ma leggendo poi le ricette provenzali, non ho potuto fare a meno di procurarmene una bottiglia una decina di giorni fa per realizzare nel menù dell'ultimo dell'anno una ricettina slurposissima.

Gamberi all'arlesienne

Sgusciare i gamberi e rosolarli in poco olio in una padella di ferro (no teflon).
Abbassare la fiamma, spruzzare di Pastis e alzare di nuovo, facendo fiammeggiare (non fatelo se non esperti, in ogni caso non rispondo di incendi o altri danni).
Cospargere con un trito di prezzemolo e aglio e bagnare con poco di vino bianco. Lasciare cuocere ancora un po', poi togliere i gamberi e aggiungere qualche cucchiaio di panna.
Far restringere la salsa e usarla per nappare i gamberi direttamente nei piatti.
(Come tutte le mie ricette, le quantità sono a occhio, ma se hai avuto accesso al blog con ogni probabilità sei fra le persone che possono senza problemi autoinvitarsi a cena da me).

Praticamente ad ogni riga avrei potuto mettere un link per rimandare a qualcos'altro, ma a) non so come si fa, b) questo è solo il mio primo post, avrò tempo per parlare di tutto.

postato da xxalixx · permalink · commenti (5)


Commenti
#1    07 Gennaio 2007 - 14:48
 
"Da mangiarsi le mani ogni volta che si gira l'ultima pagina di uno dei suoi libri."
il problema è arrivarci in fondo!
utente anonimo

#2    12 Gennaio 2007 - 22:37
 
Gentile 'utente anonimo', certi commenti sono come una firma, non è colpa mia se il perimetro semantico di Izzo le è estraneo :-P
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#3    01 Marzo 2007 - 14:52
 
Gentile Alix, potremmo approfondire il tema del fleur del sel?
utente anonimo

#4    04 Marzo 2007 - 21:27
 
Vedo che continua l'anonimato....
Allora... in Camargue si raccoglie il sale di mare, che è un sale particolare, una cosa a metà fra il sale fino e quello grosso, non secco come quello a cui siamo abituati, ma leggermente umido.
L'ho usato proprio ieri sera per le sarde fritte (alla fine non ho ancora provato la tua ricetta, solo frittura e sarde a beccafico, le devi provare).

Il fleur de sel, invece, sono le croste di sale che si formano sulla superficie delle saline, vengono raccolte a mano e il sale è un po' più grosso rispetto al sel de camargue normale.
Ha anche un sapore particolare, io lo uso praticamente solo per il pinzimonio, anche perchè costa uno sbrozzo.
Volevi sapere qualcosa di preciso?
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#5    06 Gennaio 2009 - 09:19
 
ho trovato questo blog per caso cercando ricette sul riso di camargue,da cui sono appena tornato.
mi piacerebbe sapere se hai trovato e dove ricette per cucinare questo particolare riso.
a presto .
GUBLI
utente anonimo

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