In attesa di capire come si creano le categorie per suddividere gli argomenti e come si caricano le foto, inizio a buttare giù qualche spunto.
Provenza e dintorni (non in senso geografico) sono un argomento su cui scriverò diverse cose, ma senza foto è difficile parlare di sensazioni già di per sé difficili da rappresentare.
Perché la maggior parte del mio racconto sulla Provenza è fatto di sensazioni ed emozioni.
Mi limito allora a tracciare un percorso.
Tutto è nato da Damien, uno degli ultimi fumetti nati in casa Bonelli, una miniserie in 18 albi ambientata a Marsiglia. Il fumetto è ispirato (che poi questa 'ispirazione' sia ben riuscita o no è un altro discorso...) al noir francese, che viene raccontato nelle sue varie sfaccettature di mezzi (cinema, romanzo) e autori (Claude Chabrol, Jean-Pierre Melville, Josè Giovanni, Jacques Deray, Gian Carlo Fusco, Jean-Patrick Manchette).
Fra questi la (una delle) mie scoperte letterarie del 2006: Jean-Claude Izzo. Da mangiarsi le mani ogni volta che si gira l'ultima pagina di uno dei suoi libri. Morto giovane e poco prolifico come autore, una volta terminata la lettura c'è il rimpianto di avere ancora poco di suo da leggere. Al momento mi resterebbe solo la raccolta di racconti Vivere stanca se non fosse che ho scoperto diverse sue opere non pubblicate in Italia, che vedrò di recuperare in edizione francese (perché io il francese lo so).
Comunque, leggendo Izzo è impossibile non avere voglia di girare per Marsiglia. E se si legge Izzo in spiaggia a Lido delle Nazioni, insieme ad una persona che a sua volta sta leggendo Duri a Marsiglia di Fusco, l'idea di partire scatta in automatico.
Da qui la vacanza in Provenza che mio malgrado - @]*#§#|@*§# (leggasi come imprecazione a piacere) - di marsigliese ha avuto ben poco, ma mi ha portato a scoprire altri aspetti meravigliosi del sud della Francia). Compresi profumi e sapori, di cui ho cercato di portare a casa quanto ho potuto:
- qualche bottiglia di vin de sable, rosé della zona, acquistato in un mercato di paese (io lo avrei voluto sfuso, ma nelle ghirbe di plastica non si sarebbe conservato con il trasporto)
- fois gras
- sel de Camargue
- fleure de sel de Camargue (sono due cose diverse)
- riz de Camargue
- erbe miste essiccate
- verbena essiccata
- saponi di Marsiglia grezzi e profumati
- olio essenziale di lavanda
- una pianta in vaso di basilico, ormai deceduta, il cui odore credo permanga tuttora nell'auto di Robby
- un libro di ricette
Non essendo consumatori di alcolici, non ho preso una bottiglia di Pastis, che è l'aroma dominante di tutti i libri di Izzo. Ma leggendo poi le ricette provenzali, non ho potuto fare a meno di procurarmene una bottiglia una decina di giorni fa per realizzare nel menù dell'ultimo dell'anno una ricettina slurposissima.
Gamberi all'arlesienne
Sgusciare i gamberi e rosolarli in poco olio in una padella di ferro (no teflon).
Abbassare la fiamma, spruzzare di Pastis e alzare di nuovo, facendo fiammeggiare (non fatelo se non esperti, in ogni caso non rispondo di incendi o altri danni).
Cospargere con un trito di prezzemolo e aglio e bagnare con poco di vino bianco. Lasciare cuocere ancora un po', poi togliere i gamberi e aggiungere qualche cucchiaio di panna.
Far restringere la salsa e usarla per nappare i gamberi direttamente nei piatti.
(Come tutte le mie ricette, le quantità sono a occhio, ma se hai avuto accesso al blog con ogni probabilità sei fra le persone che possono senza problemi autoinvitarsi a cena da me).
Praticamente ad ogni riga avrei potuto mettere un link per rimandare a qualcos'altro, ma a) non so come si fa, b) questo è solo il mio primo post, avrò tempo per parlare di tutto.
Provenza e dintorni (non in senso geografico) sono un argomento su cui scriverò diverse cose, ma senza foto è difficile parlare di sensazioni già di per sé difficili da rappresentare.
Perché la maggior parte del mio racconto sulla Provenza è fatto di sensazioni ed emozioni.
Mi limito allora a tracciare un percorso.
Tutto è nato da Damien, uno degli ultimi fumetti nati in casa Bonelli, una miniserie in 18 albi ambientata a Marsiglia. Il fumetto è ispirato (che poi questa 'ispirazione' sia ben riuscita o no è un altro discorso...) al noir francese, che viene raccontato nelle sue varie sfaccettature di mezzi (cinema, romanzo) e autori (Claude Chabrol, Jean-Pierre Melville, Josè Giovanni, Jacques Deray, Gian Carlo Fusco, Jean-Patrick Manchette).
Fra questi la (una delle) mie scoperte letterarie del 2006: Jean-Claude Izzo. Da mangiarsi le mani ogni volta che si gira l'ultima pagina di uno dei suoi libri. Morto giovane e poco prolifico come autore, una volta terminata la lettura c'è il rimpianto di avere ancora poco di suo da leggere. Al momento mi resterebbe solo la raccolta di racconti Vivere stanca se non fosse che ho scoperto diverse sue opere non pubblicate in Italia, che vedrò di recuperare in edizione francese (perché io il francese lo so).
Comunque, leggendo Izzo è impossibile non avere voglia di girare per Marsiglia. E se si legge Izzo in spiaggia a Lido delle Nazioni, insieme ad una persona che a sua volta sta leggendo Duri a Marsiglia di Fusco, l'idea di partire scatta in automatico.
Da qui la vacanza in Provenza che mio malgrado - @]*#§#|@*§# (leggasi come imprecazione a piacere) - di marsigliese ha avuto ben poco, ma mi ha portato a scoprire altri aspetti meravigliosi del sud della Francia). Compresi profumi e sapori, di cui ho cercato di portare a casa quanto ho potuto:
- qualche bottiglia di vin de sable, rosé della zona, acquistato in un mercato di paese (io lo avrei voluto sfuso, ma nelle ghirbe di plastica non si sarebbe conservato con il trasporto)
- fois gras
- sel de Camargue
- fleure de sel de Camargue (sono due cose diverse)
- riz de Camargue
- erbe miste essiccate
- verbena essiccata
- saponi di Marsiglia grezzi e profumati
- olio essenziale di lavanda
- una pianta in vaso di basilico, ormai deceduta, il cui odore credo permanga tuttora nell'auto di Robby
- un libro di ricette
Non essendo consumatori di alcolici, non ho preso una bottiglia di Pastis, che è l'aroma dominante di tutti i libri di Izzo. Ma leggendo poi le ricette provenzali, non ho potuto fare a meno di procurarmene una bottiglia una decina di giorni fa per realizzare nel menù dell'ultimo dell'anno una ricettina slurposissima.
Gamberi all'arlesienne
Sgusciare i gamberi e rosolarli in poco olio in una padella di ferro (no teflon).
Abbassare la fiamma, spruzzare di Pastis e alzare di nuovo, facendo fiammeggiare (non fatelo se non esperti, in ogni caso non rispondo di incendi o altri danni).
Cospargere con un trito di prezzemolo e aglio e bagnare con poco di vino bianco. Lasciare cuocere ancora un po', poi togliere i gamberi e aggiungere qualche cucchiaio di panna.
Far restringere la salsa e usarla per nappare i gamberi direttamente nei piatti.
(Come tutte le mie ricette, le quantità sono a occhio, ma se hai avuto accesso al blog con ogni probabilità sei fra le persone che possono senza problemi autoinvitarsi a cena da me).
Praticamente ad ogni riga avrei potuto mettere un link per rimandare a qualcos'altro, ma a) non so come si fa, b) questo è solo il mio primo post, avrò tempo per parlare di tutto.
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