La Cristoforo Colombo in tutto il suo splendore. La foto sfocata, as usual.


postato da xxalixx · permalink · commenti (2)
|
BLUE, QUASI TRASPARENTE
FRA NOI E L'INFERNO O FRA NOI E IL CIELO C'E' SOLO LA VITA, CHE E' LA COSA PIU' FRAGILE DEL MONDO
(Pascal, Pensieri 142)
La Cristoforo Colombo in tutto il suo splendore. La foto sfocata, as usual.
![]() postato da xxalixx · permalink · commenti (2)
Posto non segnalato in nessuna guida di Cres che ho avuto modo di vedere. Percorrendo la solita, unica strada che attraversa l'isola da nord a sud, si arriva a Orlez, luogo noto per l'allevamento delle pecore e perchè qui vicino c'è una zona in cui nidificano i grifoni.
Per quanto riguarda gli agnelli, c'è un ristorante molto caratteristico, talmente caratteristico che la prima volta che ci siamo stati anni fa non mi ci sono voluta fermare (troppo simile a una trattoria che dovevo ancora rimuovere dal mio inconscio). Quest'anno, invece, di fianco al ristorante avevano piazzato una struttura tipo stand culinario da festa dell'Unità, per cui abbiamo preferito ritornare a Loznati, che peraltro sull'agnello è sempre una garanzia. Sui grifoni ci sarebbe da scrivere ore. Sono una delle sorprese di Cres, uccelli stupendi, 3 mt di apertura alare, che sono capaci di planare senza muovere le ali anche per mezz'ora. Non sto qui a entrare in dettaglio, ma le coppie di grifoni fanno un piccolo all'anno in nidi arroccati sulle scogliere di questa zona. Da Orlez non le scogliere non si vedono ninte, ma se si va oltre il paese si trova una stradina che porta in cima allo strapiombo. ![]() E' vietatissimo calarsi giù, sia perché i grifoncini si spaventerebbero, rischiando di cadere in mare, e i genitori sentendosi disturbati potrebbero non tornare a nidificare nello stesso posto, sia perché spesso quelli che si sono improvvisati piccoli esploratori li hanno dovuti recuperare con operazioni di soccorso. Per i trasgressori ci sono multe salatissime o l'arresto. Ma c'è una stradina che parte dal piccolo spiazzo in cui si può lasciare la macchina. Dopo pochi metri il paesaggio è questo ![]() E si intravede qualcosa in fondo al dirupo ![]() E' proprio il caso di andare a vedere. Si scende a piedi per una stradina né troppo ripida nè troppo lunga, ma con punti assolutamente a picco sul mare. Per fortuna era abbastanza larga. Mentre si scende si inizia a intravedere qualche scorcio di mare. ![]() Il colore è incredibile, sembrano smeraldi liquefatti... ![]() La cosa pazzesca è che anche dall'alto, a questa distanza, appare evidente la trasparenza dell'acqua. ![]() Ed ecco la spiaggia! ![]() E' veramente dura andarsene da un posto così... E in foto non c'è, ma mentre eravamo a fare il bagno qui c'era un grifone che per tutto il tempo è rimasto immobile appollaiato in cima alla scogliera! (abbastanza inquietante a dire il vero...) ![]() Al ritorno mi fermo a raccogliere un paio di piantine di salvia selvatica che cresce sulla scogliera. L'avevo provata qualche giorno prima con le sarde... Mai sentita un'erba aromatica così intensa e profumata, completamente diversa dalla salvia che si trova qui. Purtroppo nonostante le mie amorevoli cure non ha retto. Era arrivata a Bologna in buono stato, ma non ha attecchito. ![]() Mi rendo conto ora dalla foto che anche se ho indossato pochissimo il pezzo sopra del costume il segno è rimasto. Nb: evitare commenti sul vestito, grazie. postato da xxalixx · permalink · commenti (5)
E torniamo alla nostra casetta chersina.
Questo è il terrazzino con pozzo dove pranzavamo (e dove l'ultima notte che siamo stati lì si aggirava un topo!) ![]() A Cres si mangia bene anche a casa, grazie a specialità locali veramente buone. Qui c'è praticamente tutto, fichi, pecorino di Pag, prosciutto dalmata...Il pecorino di Pag risente del solito discorso, bora porta sale sulle campagne, flora già di suo particolare viene su con aroma di mare, pecore brucano erba, ecc. ecc. Risultato ottimo. I fichi, dolcissimi, si comprano così, dai vecchietti seduti sulla porta di casa. ![]() Questo ci ha anche tentato di rifilarci delle Kune fuori corso di resto, ma poi se le è riprese. Il prosciutto dalmata invece è questo. ![]() Magari.... Invece quello della foto lo abbiamo comprato in un supermercato locale, prima di buttare la confezione abbiamo scoperto che era made in San Cesario sul Panaro.... Dopo lo abbiamo preso sempre affettato al momento, ma chissà.... comunque sapeva di prosciutto dalmata, leggermente affumicato, tipo quello di Sauris o della Val Vigezza. Visto quello che ci mangiavamo la sera, v. foto scampi, a casa non ci siamo dedicati alla cucina di pesce così spesso come avevamo previsto. Però siamo andati comunque alla ricerca di una pescheria. Quella più fornita riceveva pesce tutte le mattine da Losinj. Scartata all'istante. Ci siamo allora rivolti ad un noto gastronomo locale. Pesce? Vi porto io!![]() ![]() Ed eccoci arrivati! ![]() La pescheria consigliata dal nostro amico riceve solo pesce dalle barche locali. Bisogna andarci entro le dieci di mattina per avere un po' di scelta, comunque minima. ![]() Ma in quanto a freschezza non ci sono rivali! Notare il piano di marmo su cui sono appoggiate le cassette. A fine mattinata sparisce tutto, mettono delle tavole di legno sopra i banconi e il locale diventa una trattoria. Noi però abbiamo comprato acciughe e sardelle che ci siamo cucinati a casa, con olio e salvia selvatica (seguirà topic apposito). Insomma, se sono ingrassata due kg. in 10 giorni un motivo ci sarà!
postato da xxalixx · permalink · commenti (4)
Quando in maggio siamo stati sul Delta del Po abbiamo fatto un giro in barcone nella zona di fronte a Pila.
![]() Ora qui c'è il mare ma una cinquantina di anni fa questa era terraferma. ![]() Non è stata l'alluvione a sommergere la zona: il fenomeno dipende da estrazioni (mi pare di gas) che hanno abbassato la quota del terreno, provocando l'avanzamento del mare. ![]() Proprio qui, nel 1951, Mario Soldati ha girato il film La donna del fiume con Sofia Loren. ![]() Da allora abbiamo cercato sto film ovunque, ma niente da fare: assolutamente introvabile! Poi siamo in giro a Cres, io faccio il fenomeno fermandomi a leggere tutte le locandine scritte in croato e mi imbatto in questo!!!! ![]() Colpo di scena! La città di Cres sta portando a termine gli accordi per il gemellaggio con Comacchio e hanno previsto due serate di cinema per l'occasione. La prima dedicata appunto a La donna del fiume, la seconda a due documentari su Comacchio. Colpo di scena nel colpo di scena, l'organizzatore delle serate è una vecchia conoscenza di Robby che non vedeva da una quindicina di anni e ritrova lì, in questo cinemino all'interno della palestra del paese (con gatto in sala), in cui eravamo presenti noi, gli organizzatori, il sindaco di Cres, il vicesindaco di Comacchio e il gotha della comunità italiana di Cherso. Il film è bello, anche se il bianco e nero è stato colorato grossolanamente ma, ci spiega Roberto, questa copia è l'unica disponibile in italiano, l'unica altra copia esistente è un master in francese. Drammone d'amore e disgrazia ambientato fra le paludi, ricorda molto, anche per la sensualità che sprigiona, Riso amaro di De Santis, di qualche anno prima. La sera dopo ci sono due documentari su Comacchio, uno dei quali molto bello. Viene presentato come una specie di pietra miliare del neorealismo, e questo è un po' eccessivo, ma a livello visivo è decisamente interessante, alcune immagini sono pura poesia. ![]() Il capanno lo avevamo fotografato durante il giro della primavera scorsa, ovviamente va prevista a breve una gita a Comacchio. Le serate di cinema italiano a Cres saranno replicate anche il prossimo anno, come tappa conclusiva del festival di Rovigno. Chissà se continuando il filone del gemellaggio con Comacchio sarà proiettato Bambola di Bigas Luna... postato da xxalixx · permalink · commenti (3)
A differenza di altri posti che dovrò vedere la prossima volta che vado a Cres, Ustrine è segnalato sulle cartine. A dire la verità è segnalato anche sulle guide, che sostengono sia raggiungibile grazie ad una comoda strada asfaltata. Cercando in internet opinioni di chi c'è stato, la famigerata strada asfaltata viene però sconsigliata, se non si vuole rischiare di fondere il motore!
![]() E noi ci adeguiamo, affrontando questa discesa ripidissima, segnalata come il sentiero più impervio di Cres. Sarà pure asfaltata, ma la pendenza è veramente pazzesca... mai visto niente del genere... la discesa dura una ventina di minuti, la risalita il doppio, il dolore da acido lattico una settimana. ![]() Però a scendere si va con calma e si fa qualche foto. (cardo) (cancello che chiude uno dei tipici muretti a secco, che ne sono pare per migliaia di km sull'isola)![]() (corbezzoli, purtroppo ancora troppo acerbi) Ma alla fine eccoci! ![]() Spiaggia inesistente (da questa parte, ci è rimasto il dubbio che ci fosse qualche caletta nascosta nei dintorni), ma scogli piatti comodissimi. ![]() E per concludere, la nota fondamentale della giornata: era il 12 di agosto, ore 11,30 circa. Questo è tutto ciò che si sente a Ustrine. Sulla risalita (e relative foto) stendo un velo pietoso. Ho pensato di non farcela... postato da xxalixx · permalink · commenti (2)
C'era una volta una valle in cui vivevano due sorelle. Una era povera e viveva in una casetta arroccata sul pendio brullo, l'altra era ricca e viveva in un bellissimo castello in fondo alla vallata circondato da terre fertili.
Una volta una grande siccità colpì il loro paese e la sorella povera non aveva abbastanza cibo per sopravvivere. Andò dalla sorella ricca a chiedere cibo e acqua, ma questa la respinse. Mentre tornava la sorella povera pregava Dio di aiutarla. Ad un tratto vide una grande luce e sentì una voce che le diceva che a casa avrebbe trovato di che sopravvivere, ma non doveva guardarsi indietro verso la sorella che viveva nel casello. Lei continuò a camminare, ma ad un certo punto, sentendo un forte rumore d'acqua, si voltò e in quel momento diventò la grotta da cui incominciò a scorrere una grande sorgente d'acqua. L'acqua inondò la valle e il castello della sorella. Da quel tempo esiste il lago di Vrana alimentato da una fonte perenne e sconosciuta. Nei periodi di siccità si riescono a vedere sul fondo del lago le torri del castello e si sente un rumore di campane. ![]() C'era una volta un lago e c'è ancora, solo che è diventato invisibile. Il lago di Vrana è circa a metà dell'isola di Cres e una volta si vedeva dalla strada, più o meno fra Orlez e Belej. Adesso proprio in quel tratto hanno realizzato una strada nuova che si discosta un po' dal percorso precedente e il lago non si vede più. Ma se si seguono le indicazioni per Vrana (paese) e si segue la strada vecchia ci sono delle bellissime vedute. Si può guardare solo da lontano, però. Il lago infatti, le cui acque sono considerate fra le più pure d'Europa, alimenta l'acquedotto di tutta l'isola, quindi è proibitissimo avvicinarsi alle sponde. Se il castello in fondo al lago è una leggenda, diversi altri misteri incuriosiscono gli studiosi. Il lago, infatti, non ha immissari né emissari visibili. Non può essere alimentato esclusivamente da acqua piovana, quindi si suppone che ci siano fonti sotterranee, che però non sono mai state individuate. Così come non è stato individuato il collegamento che lo porta al mare, ma la presenza di anguille autoctone fa supporre che ci sia (probabilmente nella zona di Lubenize). Fra l'altro, il fondo del lago è molto più basso del livello del mare, e questa sembra sia una caratteristica assolutamente insolita. Vale sicuramente la pena fare una piccola deviazione per vederlo. E comunque, sull'isola evitare l'acqua minerale: quella di rubinetto viene da qui, ed è buonissima! postato da xxalixx · permalink · commenti (1)
Sempre che te ne sia rimasto, perché mi pare di capire che stavi apprezzando anche un uso più.... tradizionale del Pastis...
La ricetta è una variante del pollo alla crème francese, con qualche modifica. Rosolare del petto di pollo tagliato a pezzatti con burro e uno spicchio di aglio, salare e pepare (pepe bianco di mulinello). Versare il Pastis e fiammeggiare, quindi aggiungere un rametto di dragoncello e se serve bagnare con vino bianco, continuando la cottura a fuoco basso. Occhio al dragoncello, quando si scurisce va tolto (tutte le erbe aromatiche sprigionano il massimo del sapore a inizio cottura, quando iniziano a scurire rilasciano un gusto amarognolo). In una tazza preparare panna, un rosso d'uovo, foglie di dragoncello sminuzzate. Togliere il pollo dalla padella e versare poca panna, mescolare con il fondo di cottura, quindi versare la salsa (non ho provato versarla direttamente, non volevo che con la padella troppo calda l'uovo rischiasse di rapprendersi, la panna ha raffreddato il tutto. Nappare i piatti e servire a parte il resto della salsa. Nb: occhio alla cappa! ![]() نظيف يبحث مع المحافظين ضبط الأسعار والاستعداد لرمضان والعام الدراسي
Non chiedetemi cosa vi ho scritto.
|