Sto per iniziare un corso di spagnolo.
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BLUE, QUASI TRASPARENTE
FRA NOI E L'INFERNO O FRA NOI E IL CIELO C'E' SOLO LA VITA, CHE E' LA COSA PIU' FRAGILE DEL MONDO
(Pascal, Pensieri 142)
Sto per iniziare un corso di spagnolo.
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Non mi venivano parole perchè in queste cose non ci sono parole che servano a qualcosa.
:-* postato da xxalixx · permalink · commenti (2) avete stretto il culo? postato da ibrah · permalink · commenti (6) Una vaschetta di lamponi, tenerne da parte una decina, frullare il resto filtrandolo con un colino per eliminare i semi. Mettere in padella olio e un rametto di rosmarino. Quando è caldo, mettere il petto d'anatra con la parte della pelle verso il basso, max 4 minuti, poi girare altri 4 minuti. Il minutaggio è variabile e bisogna prenderci le misure. L'esterno deve essere bruschettato e l'interno rosa. Alle prime armi, meglio che venga molto rosa, si può correggere dopo. Togliere il petto d'anatra e buttare il rosmarino. Tagliare il petto a fettine. Versare il succo di lamponi nel fondo di cottura e far stringere il tutto. Volendo si può aggiungere una noce di burro, ma anche no. Se la cottura dell'anatra è ok, disporre nei piatti e nappare con il sughino, cospargendo con i lamponi rimasti. Altrimenti rimettere le fette in padella e scaldarle ancora un po', purchè restino rosa all'interno. ps: la cacciagione vorrebbe vino rosso, ma il sapore particolare e insolito va da dio con il gewurstraminer postato da xxalixx · permalink · commenti (2)
che posso postare pure io!
ahahahahah ![]() forza Roma perdio!
postato da ibrah · permalink · commenti (9)
Devo ringraziare il Lord, che con una sua ricetta mi ha fatto scoprire questo pesce strepitoso. Io lo avevo provato solo cotto (male) ai ferri e non mi era piaciuto per niente, come sapore-consistenza, visto che era stopposissimo, ed anche perché era pieno di spine.
Grazie al Lord che mi ha passato la sua ricetta di sarde in saor, invece, mi si è aperto un mondo, reso ancora più interessante dal fatto che le sarde costano meno di 4 euro al kg. Alcuni principi generali. Le spine nel pesce sono fastidiose, e nella sarda ce ne sono moltissime. C'è un'unica soluzione: sfilettarle da crude. E' molto facile farlo, prima si squamano, poi si apre la pancia e si svuota, si tagliano testa e coda e facendo scorrere le dita all'interno si separa la lisca dal pesce. E' ancora più facile se si taglia prima la pinna dorsale e si fanno due filetti, ma la sfilettatura 'a libro' può essere comoda per alcune ricette (es. sarde a beccafico). Costano talmente poco che la sfilettatura può anche non essere precisissima: meglio buttare un centesimo di euro di sarde e non trovarsi poi le spine quando si mangiano. Tutto il pesce azzurro è ricco di acidi omega 3, che fanno bene (non so a cosa, ma il pesce azzuro è considerato il più sano in assoluto) ma si deteriorano rapidamente. La sarda quidi deve essere freschissima. Come molti altri pesci, la sua carne se si asciuga troppo diventa stopposa. Bisogna quindi non cuocerla troppo e per alcune ricette (es. ai ferri) ricorrere a una marinatura di un'oretta in olio. Ma veniamo alle ricette. Sarde fritte Facilissima. Infarinare i filetti di sarde e friggerli in olio di soia. Salare con sale di Camargue. Per renderli ancora più croccanti, si possono passare i filetti nella semola anzichè nella farina. Sono meno delicate delle triglie preparate nello stesso modo, ma squisite. Scolare su carta paglia gialla (se la trovate) da portare direttamente in tavola. Sarde ai ferri Preparare una marinata con olio, aglio e prezzemolo tritati, sale e pepe e lasciar marinare le sarde per un'ora. Poi cuocere ai ferri ed eventualmente condire con un filo d'olio crudo. Sarde in saor (grazie Lord) Infarinare i filetti e friggerli. Far appassire abbondante cipolla con pinoli tritati e uva passa lasciata a bagno in acqua tiepida. Aggiungere poco aceto e far sfumare il tutto. Coprire le sarde con questa salsa (che non deve asciugare troppo dopo la sfumatura) e lasciare in frigo un giorno o due. Pasta alle sarde Lessare in acqua del finocchio selvatico. La ricetta vorrebbe finocchietto selvatico di montagna, fate voi. L'acqua di cottura va conservata. Rosolare in padella cipolle tritate e aggiungere qualche acciuga salata, quindi le sarde, il finocchio selvatico tagliato a pezzeti, zafferano sciolto in poca acqua e cuocere per una decina di minuti, quindi unire uva sultanina e pinoli. Cuocere la pasta nell'acqua in cui sono stati cotti i finocchi (scolare molto al dente). Tostare mandorle tritate e pangrattato. Condire l'acqua con le sarde, cospargere con mandorle e pangrattato e gratinare per qualche minuto al forno. (La gratinatura è facoltativa). Come principio somiglia un po' alla mia pasta al pesce spada, posterò ricetta anche di quella. Sarde a beccafico (questa è la mia preferita!) In questo caso, le sarde devono essere sfilettate a libro. Rosolare del pane grattato con un po' d'olio, quindi unire acciughe sotto sale, uvetta, prezzemolo, pinoli, sale e pepe. Distribuire questo composto sulle sarde, arrotolarle a involtino e fermarle con uno stecchino. Sistemare gli involtini in una pirofila da forno con poco olio e foglie di alloro. Preparare una salsina sciogliendo 3 cucchiai di zucchero nel succo di un limone e aggiungere qualche cucchiaio d'olio. Versare il tutto sulle sarde e passarle in forno caldo (200°) per una ventina di minuti. Mmmmmm.... mi è venuta voglia adesso! postato da xxalixx · permalink · commenti (4)
Ho visto prima il film, di Atom Egoyan, gran premio della giuria a Cannes 1997 (mi pare). Il libro me lo ha regalato una mia collega, non sapevo neanche che il film fosse tratto da un romanzo, e non avevo letto niente di Russel Banks.
In una cittadina di montagna degli Stati Uniti, l'autobus della scuola precipita in una scarpata (nel libro) o in un lago ghiacciato (nel film), muoiono tutti i bambini tranne una che rimane paralizzata e l'autista. Tutta la storia si svolge dopo, con flashback sul giorno dell'incidente, alla ricerca delle responsabilità. E questa ricerca solleva rancori, falsità. I peggiori sentimenti che la comunità tiene sepolti sotto uno strato di ipocrisia esplodono in un dramma collettivo. Tutti accusano, tutti cercano colpe, e colpe più profonde emergono man mano che il racconto va avanti. Talmente profonde che sono anche difficili da capire e lasciano un nodo alla gola e nessuna risposta. Sentendo e leggendo i commenti sulla vicenda del pulman della gita scolastica di Vercelli mi sembra di rivedere la stessa situazione in versione amplificata.
No, perchè oggi su tutti i giornali e i tg si parla solo di Aldo Moro, ma il 9 maggio 1978 veniva assassinato anche Peppino Impastato, e già allora questa notizia venne fagocitata dal delitto Moro.
Io la storia l'ho conosciuta solo vedendo I cento passi di Marco Tullio Giordana, un film bellissimo che tutti dovrebbero vedere (un mio amico che insegna in un liceo artistico lo fa vedere a tutte le sue classi, mi sembra un'ottima idea). Tutti gli anni il 9 maggio mi viene una gran tristezza. All'epoca la morte di Impastato fu fatta passare come un incidente mentre stava preparando un attentato terroristico. Dopo quasi trent'anni, il valore di chi si batte contro la mafia ancora non viene tenuto nella giusta considerazione. postato da xxalixx · permalink · commenti (3) Uno ci prova a tenersi fuori dalle questioni religiose, prova magari a portare avanti un proprio concetto di religiosità difficile da definire, che non si inquadra con dogmi e precetti, ma neanche nega l'esistenza di qualcosa di altro, che faccia parte del nostro inconscio o di un discorso universale non importa (magari è solo la Dharma...).Poi ci si imbatte in dichiarazioni come questa "Perché dire no, oggi, a forme di convivenza stabile alternative alla famiglia, ma domani alla legalizzazione dell'incesto o della pedofilia tra persone consenzienti" (cit. Mons. Angelo Bagnasco). E perchè dubitare di un parere così autorevole, visto che è gente che di pedofilia se ne intende... E' una vergogna che la chiesa cattolica continui a non prendere posizioni nette sui casi di pedofilia al proprio interno. Questo caso è veramente pazzesco http://www.ildialogo.org/Ratzinger/pretipedofili/ancorailsilenzio17042007.htm Comunque, ancora più paradossale della questione Bagnasco è il clamore che sta suscitando una frase di Rivera (a proposito, ma chi è sto tizio?) durante il concerto del 1° maggio. "Non sopporto che il Vaticano abbia rifiutato i funerali di Welby. E invece li ha permessi a Pinochet, a Franco e a un componente della banda della Magliana. E' giusto, così assieme a Gesù Cristo non c'erano due malati di Sla (Sclerosi laterale amiotrofica), ma c'erano due ladroni". Anche io ero rimasta sconcertata dal rifiuto dei funerali a Welby, cattolico. Mi aveva colpita in particolare la mancanza di amore e di carità cristiana, l'incapacità di comprensione della chiesa. La risposta dell'Osservatore Romano alla frase di Rivera è veramente pazzesca. "E' terrorismo lanciare attacchi alla Chiesa. E' terrorismo alimentare furori ciechi e irrazionali contro chi parla sempre in nome dell'amore, l'amore per la vita e l'amore per l'uomo". Cioè, a parte il lato umoristico della cosa, la chiesa che si lamenta per interferenze della società civile in questioni religiose, ma quale attacco? quale terrorismo? quali furori ciechi e irrazionali? E soprattutto, chi è che parla in nome dell'amore per la vita e per l'uomo? Ne vogliono parlare con la signora Welby di mancanza di amore? Peccato che all'Osservatore Romano non abbiano letto l'ultimo libro tradotto in Italia di Amélie Nothomb, sono tre racconti, l'ultimo dei quali, L'esistenza di Dio, parla di un referendum indetto a livello europeo per stabilire se Dio esiste o no. Forse capirebbero la differenza fra esprimere un'opinione e interferire in ambiti che non sono di propria competenza. Adesso aspetto di vedere cosa succederà fra i sindacati e Rivera. Sembra infatti che gli abbiano chiesto di scusarsi per la propria dichiarazione. Avremmo veramente toccato il fondo.... postato da xxalixx · permalink · commenti (2) |