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BLUE, QUASI TRASPARENTE
FRA NOI E L'INFERNO O FRA NOI E IL CIELO C'E' SOLO LA VITA, CHE E' LA COSA PIU' FRAGILE DEL MONDO
(Pascal, Pensieri 142)
domenica, 28 gennaio 2007, 19:30
Basta, volevo raccontare la leggenda di Santa Sara e sto trovando un serie di versioni diverse, volevo fare un discorso sul razzismo è mi è uscita una roba trasudante retorica.
Cancello tutto e posto solo la foto di Santa Sara, protettrice degli zingari.
postato da xxalixx · permalink · commenti
venerdì, 12 gennaio 2007, 23:05
Sto facendo una specie di inventario delle cose belle del 2006 da mettere in archivio, e Ferro 3 è una di queste.
Vorrei parlare di questo film stupendo, ma in un momento in cui si combattono crociate contro il citazionismo forumistico non trovo niente di più appropriato che descriverlo 'con parole sue'.
LA CASA VUOTA
di Kim Ki-duk
Esco dalla mia casa.
Mentre sono fuori, qualcun altro entra nella mia casa vuota e ci vive.
Mangia cibo dal mio frigorifero, dorme nel mio letto, guarda la mia TV.
Forse perché si sente in colpa, aggiusta la mia sveglia rotta, fa il bucato, mette tutto in ordine e poi scompare.
Come se nessuno fosse mai stato lì…
Un giorno entro in una casa vuota.
Sembra che non ci sia davvero nessuno, così mi spoglio, mi faccio un bagno, preparo da mangiare, faccio il bucato, aggiusto una bilancia e mi esercito a golf nel giardino di casa.
Nella casa c'è una donna scoraggiata, spaventata e ferita che non esce mai e piange.
Mostro a lei la mia solitudine. Ci capiamo senza dire una parola, scappiamo via senza dire una parola.
Mentre scegliamo in quale casa vivere, ci sentiamo sempre più liberi.
Nel momento in cui sembra che la nostra sete di libertà si sia placata, restiamo intrappolati all'interno di una casa buia.
L'uno resta in una casa fatta di nostalgia.
L'altro impara a diventare un fantasma per nascondersi nel mondo della nostalgia.
Ora che sono un fantasma non ho più voglia di cercare una casa vuota.
Ora sono libero di andare nella casa in cui vive la mia amata e darle un bacio felice.
Nessuno sa che sono lì.
Tranne la persona che mi aspetta…
Qualcuno arriva sempre per la persona che aspetta… Arriva di sicuro… dalla persona che aspetta…
In questo giorno del 2004 qualcuno aprirà il lucchetto che blocca la mia porta e mi renderà libero.
Avrò cieca fiducia in questa persona e la seguirò ovunque, non importa dove o cosa ci succederà…
Verso un nuovo destino…
E' difficile dire se il mondo in cui viviamo è sogno o realtà.
Agosto 2004, Kim Ki-duk in una casa vuota
Aggiungo solo, tanto per vantarmi, che sono in grado di seguire il film in lingua originale.
Il film è una storia d'amore straziante, ma piena di poesia. Mi ha fatto venire voglia di rivedere anche Dolls di Takeshi Kitano. Mi ha fatto venire voglia di vedere altri lavori di Kim Ki-duk, ma anche di altri orientali che sono in grado di sorprendere per il senso poetico che riescono a mettere in ogni genere cinematografico, dagli anime di Miyazake alle allucinazioni di Takashi Miike alle vendette di Chan-wook Park.
Ah, il Far East Film di Udine (festival di cinema dell'estremo oriente) quest'anno è dal dal 20 al 28 aprile, segnare in agenda.
Pure qui ci andava qualche foto che fatto in Corea, ma ancora non ci siamo...
postato da xxalixx · permalink · commenti (3)
venerdì, 12 gennaio 2007, 22:35
Ma quella penna nell'intestazione l'hai messa tu o è di default nel template?
In ogni caso toglila ti prego!!!!!!!!!!!!! Fa schifo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
postato da xxalixx · permalink · commenti
venerdì, 05 gennaio 2007, 19:15
In attesa di capire come si creano le categorie per suddividere gli argomenti e come si caricano le foto, inizio a buttare giù qualche spunto.
Provenza e dintorni (non in senso geografico) sono un argomento su cui scriverò diverse cose, ma senza foto è difficile parlare di sensazioni già di per sé difficili da rappresentare.
Perché la maggior parte del mio racconto sulla Provenza è fatto di sensazioni ed emozioni.
Mi limito allora a tracciare un percorso.
Tutto è nato da Damien, uno degli ultimi fumetti nati in casa Bonelli, una miniserie in 18 albi ambientata a Marsiglia. Il fumetto è ispirato (che poi questa 'ispirazione' sia ben riuscita o no è un altro discorso...) al noir francese, che viene raccontato nelle sue varie sfaccettature di mezzi (cinema, romanzo) e autori (Claude Chabrol, Jean-Pierre Melville, Josè Giovanni, Jacques Deray, Gian Carlo Fusco, Jean-Patrick Manchette).
Fra questi la (una delle) mie scoperte letterarie del 2006: Jean-Claude Izzo. Da mangiarsi le mani ogni volta che si gira l'ultima pagina di uno dei suoi libri. Morto giovane e poco prolifico come autore, una volta terminata la lettura c'è il rimpianto di avere ancora poco di suo da leggere. Al momento mi resterebbe solo la raccolta di racconti Vivere stanca se non fosse che ho scoperto diverse sue opere non pubblicate in Italia, che vedrò di recuperare in edizione francese (perché io il francese lo so).
Comunque, leggendo Izzo è impossibile non avere voglia di girare per Marsiglia. E se si legge Izzo in spiaggia a Lido delle Nazioni, insieme ad una persona che a sua volta sta leggendo Duri a Marsiglia di Fusco, l'idea di partire scatta in automatico.
Da qui la vacanza in Provenza che mio malgrado - @]*#§#|@*§# (leggasi come imprecazione a piacere) - di marsigliese ha avuto ben poco, ma mi ha portato a scoprire altri aspetti meravigliosi del sud della Francia). Compresi profumi e sapori, di cui ho cercato di portare a casa quanto ho potuto:
- qualche bottiglia di vin de sable, rosé della zona, acquistato in un mercato di paese (io lo avrei voluto sfuso, ma nelle ghirbe di plastica non si sarebbe conservato con il trasporto)
- fois gras
- sel de Camargue
- fleure de sel de Camargue (sono due cose diverse)
- riz de Camargue
- erbe miste essiccate
- verbena essiccata
- saponi di Marsiglia grezzi e profumati
- olio essenziale di lavanda
- una pianta in vaso di basilico, ormai deceduta, il cui odore credo permanga tuttora nell'auto di Robby
- un libro di ricette
Non essendo consumatori di alcolici, non ho preso una bottiglia di Pastis, che è l'aroma dominante di tutti i libri di Izzo. Ma leggendo poi le ricette provenzali, non ho potuto fare a meno di procurarmene una bottiglia una decina di giorni fa per realizzare nel menù dell'ultimo dell'anno una ricettina slurposissima.
Gamberi all'arlesienne
Sgusciare i gamberi e rosolarli in poco olio in una padella di ferro (no teflon).
Abbassare la fiamma, spruzzare di Pastis e alzare di nuovo, facendo fiammeggiare (non fatelo se non esperti, in ogni caso non rispondo di incendi o altri danni).
Cospargere con un trito di prezzemolo e aglio e bagnare con poco di vino bianco. Lasciare cuocere ancora un po', poi togliere i gamberi e aggiungere qualche cucchiaio di panna.
Far restringere la salsa e usarla per nappare i gamberi direttamente nei piatti.
(Come tutte le mie ricette, le quantità sono a occhio, ma se hai avuto accesso al blog con ogni probabilità sei fra le persone che possono senza problemi autoinvitarsi a cena da me).
Praticamente ad ogni riga avrei potuto mettere un link per rimandare a qualcos'altro, ma a) non so come si fa, b) questo è solo il mio primo post, avrò tempo per parlare di tutto.
postato da xxalixx · permalink · commenti (5)
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